Problemi di udito

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La prevenzione innanzitutto

Desideriamo cambiare l’opinione delle persone nei confronti degli apparecchi acustici; “Riteniamo che manchino le informazioni basilari”.

Che cosa ne pensiamo noi di Udifarm, dei problemi di sordità?

È triste dover ammettere la quasi totale assenza di informazioni al riguardo. Quando si parla di sordità si allude immediatamente all’anziano etichettato come sordo e deriso perché capisce una cosa per un’altra. In realtà, le difficoltà uditive sono molto più diffuse e non si possono più attribuire esclusivamente alla terza età dal momento che il problema dilaga anche tra i giovanissimi. Il bombardamento acustico a cui siamo sottoposti involontariamente nella società in cui viviamo (sordità con evoluzione progressiva), o quello a cui malvolentieri sono costretti alcuni lavoratori ad esporsi per questioni di professione (sordità professionali) o quello al quale molti ragazzi si sottopongono volontariamente nelle discoteche o con le cuffiette nell’orecchio (sordità traumatiche).

È chiaramente impossibile ottenere risultati miracolosi quando il residuo uditivo è fortemente compromesso. Ma per sfruttare al meglio questo residuo uditivo è importante rispettare alcuni punti fondamentali:

  1. È indispensabile effettuare un’indagine estremamente approfondita , non solo in cuffia ma anche in campo libero, su tutte le frequenze del campo vocale e quindi non soltanto sulle frequenze fondamentali; 125,250,500,1000,2000, 3000, 4000, 6000, 8000 Hz.
  2. Utilizzare Apparecchi Acustici di ultima generazione con banda larga e il maggior numero di bande.
  3. Effettuare una regolazione con un nuovissimo approccio, tale da stimolare tutte le frequenze che vanno dai 125 a 10.000 Hz, in modo naturale e bilanciato sul paziente, per ottenere il massimo risultato di adattamento per quel residuo uditivo.
  4. La parte più importante e definitiva, la correzione corticale degli errori mnemonici, acquisiti con l’ipoacusia nel corso degli anni, attraverso il nostro sistema Re.Vo.Dis.System, attraverso il quale è possibile arrivare ad un recupero aggiuntivo che perfeziona il risultato già raggiunto nei precedenti punti.
  5. È il nostro Re.Vo.Dis.System che fa la differenza! La capacità professionale nel saper regolare un apparecchio acustico non aiuta se c’è una distorsione corticale cognitiva dello stimolo sonoro che arriva al cervello ed il paziente continuerà a capire una cosa per un’altra anche con il miglior apparecchio acustico.

Finalmente dopo tanti anni di studi ed esperienze dirette sul paziente, siamo arrivati ad un traguardo vincente.

Re.Vo.Dis.System, un sistema rivoluzionario; permette dopo aver raggiunto l’equilibrio acustico attravero i 3 punti precedenti, di ottenere il perfezionamento finale che mancava a tutto il percorso audioprotesico, mediante un counselling rieducativo graduale ed incrementale, che permette di raggiungere ulteriori 15-20% di incremento ulteriore di percezione cognitiva, che né il miglior apparecchio acustico, né la migliore regolazione avrebbe potuto garantire.

Riteniamo fondamentale fare Prevenzione uditiva

Che cosa intendiamo nel “fare prevenzione” realmente?

Riteniamo che la prevenzione uditiva sia essenziale per evitare problemi più seri. Siamo così abituati a ricorrere immediatamente agli occhiali non appena riscontriamo la carenza di qualche diottria, senza mai pensare minimamente che si tratta di ausili protesici; forse il fatto che facciano look minimizza quest’aspetto. Per l’udito non è così, infatti il cosiddetto apparecchio acustico o ausilio audio protesico viene visto come oggetto invalidante o segno di vecchiaia e vi si ricorre, per cattiva informazione, quando è troppo tardi. Anche per l’udito, come per la vista, esiste una soglia al di sotto della quale non si dovrebbe scendere poiché per deprivazione acustica a livello cerebrale, incorreremo nella mancanza di stimolo acustico. La prevenzione di cui parliamo consiste fondamentalmente nel sottoporsi annualmente a controlli audiometrici anche in giovane età ricorrendo ad ausili audio protesici già da livelli prossimi o inferiori ai 35 dB.

Ricorrere all’apparecchio acustico così presto non è prematuro?

Il nostro cervello è un organo stupefacente che cresce e si evolve in seguito a stimoli elettrici derivanti da tutti gli organi di senso, dai pensieri, le emozioni, le azioni e le reazioni del nostro corpo. Quando noi nasciamo abbiamo una memoria uditiva tutta da formare e con il passare degli anni impariamo ad emettere dei suoni e a comprenderne degli altri.Così facendo, si creerà una fitta rete neurale all’interno del nostro cervello che continuerà ad evolvere e a definirsi sempre più, per tutto il resto della nostra vita. Avete mai sentito parlare di RAM dinamica? Si tratta di una memoria elettronica in grado di archiviare un enorme quantità di informazioni. Per poter mantenere a lungo termine tutti i dati in essa memorizzati ha bisogno di essere rinfrescata elettricamente di frequente.

Questa operazione si chiama REFRESH in gergo elettronico. E’una semplice analogia per paragonarla al nostro cervello che se pur dotato di qualità miracolose, se non riceve continue stimolazioni, tutta quella fitta rete neurale che era stata accuratamente creata verrebbe impigrita e resa inattiva. Questo accade quando la sensibilità uditiva scende sotto 30-35 dB (Audiometria Tonale) e man mano che questo accade, la stimolazione che arriva a livello cerebrale è sempre più incompleta a mantenere attiva,funzionale ed efficiente quella rete neurale che ben funzionava, prima. Questo fenomeno di deprivazione acustica si può impedire attraverso l’applicazione di apparecchi acustici che ripristinando la stimolazione uditiva a livello cerebrale, riuscirebbe a mantenere attiva le reti neurali uditive e ne rallenterebbe anche il decadimento fisiologico.

Questo significa, che gli apparecchi acustici sono curativi?

Assolutamente no, ma continuando a far arrivare gli stimoli al cervello sono in grado non solo di mantenere la capacità uditiva residua, ma anche di rallentarne il normale calo uditivo fisiologico da età. Tanto prima si interviene tanto migliore sarà il risultato. Ricorriamo spesso a questo esempio banale: se noi dovessimo bloccare un arto senza più muoverlo per molti anni, accadrebbe che esso si atrofizzerebbe, non solo meccanicamente, ma soprattutto a livello di comando cerebrale. Quanto più passeranno gli anni in tale condizione, tanto più sarà difficile ripristinarne la funzionalità iniziale.

E’ vero che molte persone non ricorrono all’apparecchio acustico non solo per l’estetica ma anche per i costi eccessivi?

Si, purtroppo sono vere entrambe le motivazioni! Per quanto riguarda l’estetica sono stati fatti moltissimi passi avanti, infatti le nuove tecnologie Rite, con l’altoparlante dentro l’orecchio ed un piccolissimo filo elettrico esterno che si confonde con i capelli, rappresentano un ottimo compromesso. Esiste un’altra soluzione eccezionale che però non è adatta per tutte le sordità; si tratta di un apparecchio che si nasconde totalmente dentro l’orecchio senza parti visibili esterne (IIC), ma è idoneo solo per condotti uditivi non ceruminosi e non troppo stretti, e per perdite medio lievi.Ma a prescindere dall’estetica che comunque costa di più e comporta delle attenzioni maggiori, riteniamo che sia molto più visibile il fatto di fraintendere le parole e trovarsi in situazioni imbarazzanti. Siamo del parere che sia più importante essere tempestivi nell’applicazione e se non ci troviamo nella condizione economica di poterci permettere qualcosa di ultimissima generazione tecnologica, è meglio ricorrere ad un apparecchio acustico più economico e magari anche visibile piuttosto che non porre rimedio; infatti così facendo garantiremo la stimolazione acustica necessaria evitando di compromettere fortemente l’udito. Ci siamo fatti carico di attivare una campagna di Solidarietà su Roma, Terracina e Roma Sud, a favore delle classi meno abbienti e con redditi molto bassi per acquistare apparecchi acustici a prezzo sociale. Questo quando la persona non rientri nei parametri di riconoscimento del contributo economico del S.S.N. per invalidità civile per sordità.

Cosa suggeriamo alle persone?

Il nostro suggerimento è quello di non trascurare mai l’udito anche quando un orecchio funziona bene e l’altro no, perché con il passare del tempo, questo squilibrio tenderebbe a diminuire fortemente quello peggiore e a penalizzare anche quello migliore.Consigliamo quindi di affidarsi ad uno specialista per i controlli audiometrici annuali e di ricorrere con fiducia agli ausili audio protesici quando ci si trova sotto la soglia di guardia, sia che riguardi un orecchio solo, sia che riguarda esclusivamente le frequenze acute.