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Udifarm > News > Non categorizzato > Vendita libera di dispositivi uditivi che non sono presidi sanitari

In Europa si è contrari ad una simile possibilità e si difende tenacemente l’applicazione del presidio audioprotesico, esclusivamente da parte di un professionista Audioprotesista, attraverso una prescrizione medica ed un’assistenza audioprotesica.

Va detto che l’entrata sul mercato italiano ed europeo di amplificatori acustici dal costo relativamente basso non solo ha disorientato i pazienti ipoacusici ma ha avuto un notevole contrasto da parte di chi l’Audiologia è il suo pane quotidiano ma non dal punto di vista sleale di concorrenza sul prezzo bensì soprattutto perché le prove scientifiche evidenziano in questi dispositivi il pericolo potenziale per la salute uditiva poiché contribuirebbero ad estendere maggiormente il problema uditivo.
E dal momento che il paziente non è informato a sufficienza, acquistando questi dispositivi da banco o attraverso shop online a prezzi insignificanti, penserebbe di avere fatto l’affare, inconsapevole del fatto di aver acquistato un amplificatore e non un presidio sanitario che andrebbe ad appiattire e peggiorare ulteriormente il proprio quadro audiologico.

E’ per questo che il Presidente della SIO (Società Italiana di Otorinolaringoiatria) Ettore Cassandro è estremamente preoccupato in quanto la protesizzazione acustica è un processo molto complesso che presuppone la necessità di un medico prescrittore e di un Audioprotesista attraverso un processo dinamico iterativo di controlli con aggiustamenti periodici necessari a rispettare le variabilità cliniche, psicologiche e uditive del paziente.

Il calo uditivo soprattutto nelle ipoacusie neurosensoriali, può essere legato a patologie in corso con possibile evoluzione positiva o negativa che necessita appunto di continui consulti specialistici e aggiustamenti tecnici per essere sempre ben allineati all’audiometria. Anche il presidente dell’ANA ( Associazione Nazionale Aziende Audioprotesiche) Salvatore Regalbuto è totalmente contrario ai dispositivi da banco e invita i pazienti a non farsi confondere dalla forma estetica similare che demecalizzerebbe l’approccio professionale del medico specialista e dell’Audioprotesista abbassandoli al semplice ruolo di rivenditori commerciali.

Una recente ordinanza del Tribunale di Ferrara oltre ad avere sanzionato, ha anche obbligato una società distributrice di amplificatori acustici a ritirarli dal mercato sottolineando il fatto che non si trattino di dispositivi medici e non adatti ai pazienti ipoacusici poiché non adattabili ed assoggettabili alle reali esigenze uditive del paziente. E’ piuttosto fondamentale perseguire un corretto percorso sanitario che presupponga una prescrizione medica ed un’applicazione protesica seguita dall’Audioprotesista che è abilitato per legge. Il presidente ANAP – Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali, Gianni Gruppioni, anche lui si schiera a favore dell’iter sanitario protesico che è certamente garanzia sanitaria di intervento protesico.

Fonte: Audiology-Infos