Problemi di udito

Udifarm > Problemi di udito > Acufeni

Diffusione dell’acufene

Il 10-15% delle persone afferma di aver già avuto episodi di acufene. Tra loro solo 10% si rivolge ad un medico. La maggior parte delle persone che soffre di acufene, è soggetta anche ad una qualche forma di ipoacusia. L’acufene non è una malattia, ma piuttosto un sintomo connesso, in genere all’apparato uditivo. Circa il 90% dei pazienti, riesce ad abituarsi al problema in modo naturale.

Consultare un medico è sempre indicato, in modo da escludere la presenza di disturbi più rilevanti.

 

Le cellule ciliate nella coclea

All’interno della coclea si trovano 25.000 cellule ciliate, estremamente delicate. Il loro compito è quello di convertire i suoni in segnali elettrici che, tramite il nervo acustico, vengono poi inviati al cervello. I motivi che possono portare ad un danneggiamento delle cellule ciliate sono molti. Purtroppo, una volta danneggiate, è impossibile ripristinarne l’efficienza. L’acufene, di solito, si origina proprio a causa del danneggiamento delle cellule ciliate e viene poi interpretato, nel cervello, dalla corteccia uditiva.

Questo processo è noto, poiché anche in caso di lesione del nervo acustico, parte delle persone continua a percepire l’acufene. Il cervello tende ad iper-compensare gli stimoli che non riceve dalle orecchie a causa dell’ipoacusia, spesso generata proprio dal danneggiamento delle cellule ciliate. Questa iper-compensazione può contribuire a provocare l’acufene. L’acufene è la percezione di suoni soggettivi, inudibili agli altri, ed è spesso accompagnata da una perdita uditiva.

L’acufene può essere paragonato alla “sindrome dell’arto fantasma”, che alcune persone sperimentano quando il cervello fa loro percepire del dolore in una parte del corpo che, invece, non c’è più. Trattare l’ipoacusia applicando degli apparecchi acustici permette di sentire con più facilità i suoni ambientali deboli e proprio per questo, può contrastare l’effetto della iper-compensazione, rendendo meno evidente e fastidioso l’acufene.

Cause tipiche dell’acufene

A livello sonoro, l’acufene può essere percepito in modi molto diversi: trilli, rombi, ronzii, sibili, solo per elencarne alcuni.
Le cause più comuni dell’acufene sono:

  • Danni indotti dal rumore
  • Ipoacusia relativa al progredire dell’età
  • Disturbi dell’orecchio, come la Sindrome di Ménière
  • Alcuni medicinali

Esistono ancora molto altre cause, uditive e non, che sono in grado di determinare il problema acufenico. Ormai è generalmente riconosciuto che l’acufene è, in qualche modo, una reazione del cervello alla perdita uditiva.

Problemi comuni associati all’acufene

L’acufene, spesso, è accompagnato da una serie di difficoltà piuttosto comuni:

  • Insonnia
  • Irritabilità
  • Difficoltà nel rilassarsi
  • Disperazione e frustrazione
  • Problemi nel concentrarsi sul parlato
  • Difficoltà di concentrazione

Fattori aggravanti

Esistono varie abitudini e stili di vita che possono aggravare il problema acufenico. Eccone alcuni:

  • Consumo di cibi e bevande contenenti caffeina
  • Uso eccessivo di sale
  • Alcool
  • Nicotina

Alcuni studi hanno dimostrato, inoltre, che l’esposizione al rumore e lo stress sono due cause tra le più comuni per l’aggravarsi del disturbo acufenico. Esistono anche malattie e disturbi, non a carattere uditivo, che possono aggravare l’acufene:

  • Digrignare i denti
  • Problemi al collo o dolori cervicali.

Gli acufeni e lo stress

Reazione generale allo stress

Lo stress è la reazione del nostro corpo ad una minaccia reale o anche soltanto percepita. Consideriamo qualche esempio. Ci accorgiamo che un’auto si sta muovendo ad alta velocità nella nostra direzione. Il corpo ed il cervello rilasciando gli ormoni dello stress quali adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Questi ormoni ci permettono di reagire in maniera veloce, facendoci scappare dalla situazione pericolosa. Una volta che il pericolo è passato, i nostri livelli ormonali scendono di nuovo ed il corpo torna ad uno stato di normalità. Questo tipo di stress viene definito acuto e costituisce un meccanismo di sopravvivenza necessario, sia per il nostro corpo che per il cervello.

Acufene e stress

Diversamente dallo stress acuto e di breve durata, l’acufene può indurre stress di tipo cronico che, a sua volta, genera altri problemi salutari: problemi di insonnia, colesterolo alto, pressione alta o altri disturbi. Appare dunque evidente che l’acufene aumenta lo stress e lo stress aggrava l’acufene. Si stabilisce così un circolo vizioso: lo stress aumenta la percezione dell’acufene, che a sua volta, fa salire il livello dello stress. Questo, da parte sua, va a peggiorare il fastidio dell’acufene, generando così ulteriore stress.

Stress e musica

Con il passar del tempo, l’acufene tende ad attivare più aree del cervello. Ricordate il circolo vizioso che lega stress ed acufene? La musica è considerata utile per ridurre lo stress, in quanto attiva una vasta gamma di strutture naturali. La musica utilizzata a scopo di relax presenta alcune caratteristiche comuni:

  • Ritmo lento
  • Linea melodica fluida
  • Rapporti armonici
  • Assenza di parole.

Di solito non prestiamo attenzione all’acufene, quando:

  • Parliamo di cose interessanti, insieme ad amici e familiari
  • Ascoltiamo la musica
  • Andiamo allo stadio o a teatro
  • Guardiamo la TV

Abituarsi all’acufene

Ci sono momenti in cui le persone non prestano alcuna attenzione all’acufene. E’ utile ricordare che – anche nel caso di forme molto fastidiose di acufene – ci sono periodi nei quali questo problema sembra non esserci.

Abituarsi all’acufene

Il cervello umano è capace di ignorare i suoni. Questo significa che è possibile abituarsi all’acufene. Ci abituiamo, o siamo già abituati, ad una grande varietà di suoni. Per esempio: chi vive accanto ad una strada molto trafficata, vicino ad un aeroporto o ad una linea ferroviaria, il più delle volte ci si abitua talmente al rumore da non farci più caso. Non appena il nostro sistema limbico stabilisce che quel rumore non costituisce una minaccia per il proprio benessere, ordina al resto del cervello di ignorare quello stimolo, considerandolo appunto irrilevante.

L’obiettivo della terapia è abituarsi all’acufene

Per affrontare tutti gli elementi che causano lo stress da acufene per ridurre gli effetti negativi del tinnitus

Obiettivi primari della Widex Zen Theraphy


Gli obiettivi principali della Widex Zen Therapy sono:

  • Evitare che l’acufene eserciti un impatto negativo sulla propria qualità di vita
  • Favorire il naturale processo di adattamento.
  • Contrastare la iper-compensazione con la quale il cervello reagisce ai deficit uditivi
  • Prevenire la fatica che nasce, nelle persone ipoacustiche, per lo sforzo di sentire
  • Ridurre lo stress, superare i problemi di insonnia Individuare e modificare i pensieri ed i comportamenti negativi e controproducenti.

L’amplificazione aiuta perché…

  • Amplifica i suoni di sottofondo , rendendo l’acufene meno fastidioso. Quando il cervello riceve Più suoni: Aumenta l’attività neuronale Diminuisce la sua sensibilità

Apparecchi acustici e acufene
In presenza di una perdita uditiva, gli apparecchi acustici si sono rivelati tra gli strumenti più efficaci per ridurre la percezione acufenica. Gli apparecchi acustici non eliminano l’acufene, tuttavia la maggior parte dei pazienti conferma di ottenere una diminuzione del volume ed una minor percezione del problema acufenico.

Gli apparecchi acustici Widex sono particolarmente indicati per i Pazienti acufenici perché:

  • Offrono massima amplificazione negli ambienti molto silenziosi, riducendo così il contrasto tra l’acufene ed il silenzio.
  • Limitano la loudness complessiva che viene presentata all’orecchio quando ci si trova in ambienti rumorosi, ovvero quelli più difficili per chi soffre di ipoacusia.

Toni frattali ZEN
Una selezione di toni armoniosi e rilassanti, prevedibili, ma mai ripetitivi. Regolabili in base alle esigenze e preferenze individuali. Un approccio alternativo alla musica standard è costituito dai toni frattali Zen, personalizzati su misura per ogni singolo utente. Zen è una funzione disponibile esclusivamente negli apparecchi acustici Widex e comprende una serie di programmi di ascolto di tipo musicale, basati sulla cosiddetta tecnologia frattale. A seconda del profilo uditivo individuale del paziente, gli apparecchi acustici generano i toni frattali presentandoli in maniera molto armoniosa e discreta, al fine di favorirne il relax e fornire al cervello esattamente la stimolazione sonora di cui ha bisogno.

I programmi Zen offrono:

  • Una selezione di toni armoniosi e rilassanti
  • Suoni prevedibili, ma non ripetitivi, in modo da indurre l’ascolto passivo e non quello attivo
  • Suoni regolabili in funzione delle esigenze e preferenze individuali.

Relax
La riduzione dei livelli di stress reca sollievo alla maggior parte delle persone che soffrono di acufene.

Toni Zen Esercizi di rilassamento
Dal momento che il nesso tra stress ed acufene è molto stretto, il relax svolge un ruolo decisivo in ogni programma terapeutico. Molte persone che soffrono di acufene trovano sollievo eseguendo gli esercizi di rilassamento. Essi includono la respirazione profonda, il rilassamento muscolare progressivo e la visualizzazione guidata. Ascoltando i toni Zen è possibile ridurre lo stress – in particolare negli ambienti silenziosi. I problemi di insonnia e i disturbi del sonno sono un tasto dolente per molti pazienti acufenici. In casi simili, si possono consigliare alcune strategie idonee