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Udifarm > News > Non categorizzato > Decadimento uditivo: legato all’età, all’ambiente o entrambi?

Secondo i dati raccolti, nel nostro Paese il 12% della popolazione soffre di problemi di udito: si tratta di 7,3 milioni di italiani, in aumento del 4,8% tra il 2012 e il 2018. I casi aumentano con l’aumentare dell’età, che è quindi il fattore di rischio preponderante. Sulla nostra resa uditiva però, hanno un forte rilievo anche i fattori ambientali, legati all’esposizione ai rumori in ambiente di vita e di lavoro. Il trend di crescita fa presumere che nel 2025 il numero di persone con un calo uditivo autodiagnosticato saranno 8 milioni, fino a toccare gli 11 milioni nel 2050.

I dati raccolti dal Censis dimostrano che ci si accorge di non sentire bene quando si svolgono le azioni più comuni: chiedere alle persone di ripetere quello che hanno appena detto (54,7%); difficoltà a percepire le voci sussurrate (45,5%); difficoltà ad ascoltare programmi tv o alla radio (26,9%).

Per quanto la diffusione dei disturbi uditivi sia elevata, è ancora bassa la percentuale di italiani che utilizzano le protesi acustiche (29,5%) , nonostante il rimborso previsto dal Sistema Sanitario Nazionale sia il più alto in Europa. A influenzare la scelta di non acquistare un apparecchio non è quindi il prezzo, come si  potrebbe pensare, ma le barriere sociali, per cui molte persone provano imbarazzo a indossarlo poiché esso mette in mostra un deficit che preferirebbero nascondere. Una perdita uditiva rilevante però, diventerà molto più evidente e debilitante di quanto possa esserlo una protesi acustica.

In generale infatti, l’81% degli utilizzatori di protesi si dichiara molto o abbastanza soddisfatto dell’ausilio, perché migliora molti aspetti della vita quotidiana come la capacità di comunicare, il senso di sicurezza (l’85% dichiara di sentirsi più sicuro alla guida), le relazioni familiari, la vita sociale, la salute mentale, la fiducia in sé stessi, il senso di indipendenza e le relazioni professionali. Solo il 6% afferma di non utilizzare il proprio dispositivo.

Il 38% della popolazione preferisce disporre di un apparecchio poco visibile, di una tecnologia semplice e innovativa, oltre che effettuare controlli medici periodici con un professionista come l’Audioprotesista, in grado di fornire aiuto ogni qualvolta si renda necessario.


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Fonte: Censis